Pinkwashing di governo sulle nuove generazioni
Se fossi madre mi preoccuperei molto, da zia diffusa quale sono mi preoccupo lo stesso e, sommessamente, suggerirei ai comitati genitoriali, di ogni ordine e grado scolastico, di iniziare a pensare una mobilitazione nazionale visibile e che prenda parola pubblica ad alta voce.
Leggi tutto: Pinkwashing di governo sulle nuove generazioniPerché è vero che in Italia c’è crisi delle nascite, ma c’è anche da chiedersi come le cresciamo le nuove generazioni. Le cronache riportano titoli a effetto, ma non è detto che la lettura vada oltre i titoli. Che la Bibbia torni nella scuola pubblica non è una novità, c’è sempre stata insieme al crocefisso nelle aule, di ogni ordine e grado scolastico.
Il punto è tutto quel che c’è attorno alla Bibbia e dintorni: dalla nomina di Marina Terragni, femminista trans escludente con cui un pezzo di femminismo va a braccetto, come Garante dell’infanzia alle proteste del movimento Pro Vita & Famiglia al solo annuncio dell’assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro Claudia Pratelli, del Comune di Roma, di inserire l’educazione all’affettività e la prevenzione della violenza di genere a scuola, fino all’accordo del ministro Valditara con la Fondazione Giulia Cecchettin che sa tanto di pinkwashing, non ce ne voglia il padre di Giulia Cecchettin.
Perché se Terragni come scrive l’associazione GenderLens – associazione famiglie giovani persone trans – è dichiaratamente “Anti-gender, anti-trans, contro qualsiasi possibilità di autoderminazione delle persone, rispetto all’aborto, ai diritti delle famiglie omogenitoriali, alla gestazione per altrə (GpA), contro il riconoscimento dei diritti delle persone queer/lgbti+ dato che, a suo dire, non esistono”, dall’altro lato il protocollo firmato dalla Fondazione Cecchettin ancora una volta, come dichiara la rete Educare alle differenze “misconosce il lavoro che da anni portano avanti le realtà impegnate sul campo: non interpellando né dando un ruolo ai Centri Anti Violenza e alle tante associazioni che si occupano di prevenzione primaria”, e non ce ne vogliano neanche l’esperte/i del comitato scientifico che lavorerà sul protocollo.
Perché se è vero che è necessario contaminare tutti i luoghi, anche quelli abitati dagli orridi personaggi del tempo in cui viviamo, è altrettanto vero che dobbiamo dire che la regina Giorgia è doppiamente nuda: la destra al governo ha un disegno lineare, che gli torna facile anche applicare; dall’altro lato l’opposizione balbetta, inciampa e si frammenta. Con qualche rimorso magari per aver spianato la strada non agendo quando poteva e, soprattutto, per continuare a ignorare le pratiche e le proposte che le femministe hanno costruito in questi anni.
Un lavoro fatto non per dare una tinteggiatura di pink ma per cercare, faticosamente, di cambiare radicalmente lo stato delle cose senza risorse, che nessun titolo di giornale ci dirà che i fondi per la prevenzione alla violenza sono scesi del 70% con l’attuale governo.
Ma i dati ce lo dicono e certo così i conti femministi non tornano.
Pubblicato su FactoryA.org

