Barbara Bonomi Romagnoli | femminismi
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Io ci sono e lo dico!

Intervista a Giovanna Covi

«Noi letterate siamo profondamente convinte che la forma non sia che l’estensione del contenuto, persuase che lo stile non sia mai un fatto puramente estetico ma sempre un atto anche etico e politico, sicure che lingua e immagini in quanto materia del pensiero siano anche materia inscindibile dalle nostre azioni. Noi sosteniamo che la violenza fisica è sempre anche violenza verbale e intellettuale. E che la lingua non è mai neutra»: è un messaggio potente, inequivocabile, chiaro e comprensibile, oltre che condivisibile. È stato scelto per introduce l’iniziativa “Io ci sono e lo dico!” promossa dalle Letterate di Trento e rilanciata dalla Società italiana delle letterate [Sil] su un tema che fatica ancora a diventare prioritario nel dibattito pubblico. È una di quelle questioni considerate roba da femministe ottuse, da donne che si fissano su dettagli considerati irrilevanti. Non è esattamente così, perché si tratta di quel sessismo tradotto in parole – quelle usate ma soprattutto quelle che esistono e che non vengono, volutamente, adoperate – che sostiene e alimenta il sessismo che si traduce poi in disuguaglianza, discriminazione, violenza.

Punto G 2011 Genova Genere Globalizzazione

Per una società di donne e uomini equa, solidale, pacifica e democratica

15 giugno 2011

«La rivoluzione sarà femminista o non sarà». Sacrosante parole, in catalano nell’originale, divenute il punto di partenza anche delle Feministes indignades, gruppo di donne, femministe, lesbiche e trans che insieme hanno animato il movimento spagnolo sceso in piazza nelle ultime settimane contro la precarietà e le politiche neoliberiste, chiedendo un radicale cambiamento di rotta.

13 febbraio e dintorni…fino all’8 marzo

Il 13 febbraio sono scesa in piazza per curiosità e non per convinzione. Non mi piaceva l’appello e mi è dispiaciuto il modo in cui da più parti si è liquidato il dibattito scaturito subito fra chi aderiva e chi no, uno scambio d’idee secondo me interessante e ricco di stimoli, sorto anche in luoghi non sospetti come può essere un quotidiano come il Corriere o nei bus che attraversano la città, animato da donne di diversa età e provenienza.

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